"Laura Poitras evidenzia l'indifferenza dei media tradizionali sulla crisi a Gaza."
Laura Poitras evidenzia l'indifferenza dei media tradizionali sulla crisi a Gaza, invitando a riflettere sull'importanza dell'informazione critica nel 2025

Laura Poitras mette in luce l’indifferenza dei media tradizionali sulla crisi a Gaza.

Tre anni fa, la talentuosa documentarista Laura Poitras ha ricevuto il prestigioso Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per il suo film “Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed”, dedicato alla fotografa Nan Goldin e alla sua lotta contro la famiglia Sackler, accusata di aver contribuito all’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti. Quest’anno, nel 2025, Poitras torna al Lido con un nuovo progetto: un documentario intitolato “Cover-up”, realizzato in collaborazione con Mark Oberhaus. Questa volta, il protagonista è Seymour M. Hersh, uno dei più influenti giornalisti d’inchiesta americani, presente alla Mostra insieme ai creatori del film.

Il contesto di “Cover-up”

L’idea di realizzare un film su Hersh risale al 2005, un periodo segnato dalla guerra in Iraq e dalla crisi del giornalismo tradizionale. Poitras ha sottolineato come il lavoro di Sy fosse una delle poche eccezioni a una narrazione dominante che spesso distorceva la realtà di quel conflitto. La cineasta ha evidenziato l’importanza del giornalismo investigativo, mettendo in risalto le gravi conseguenze derivanti dalla sua assenza. “Oggi, mentre assistiamo alla crisi di Gaza e all’incapacità della stampa di raccontarla in modo esaustivo, il film risulta estremamente attuale”, ha dichiarato, esprimendo il suo onore per la disponibilità di Hersh a partecipare al progetto.

La carriera di Seymour M. Hersh

Nato nel 1937, Seymour M. Hersh ha costruito una carriera di grande prestigio, collaborando con testate di rilevanza mondiale come Associated Press, New Yorker e New York Times. Le sue inchieste, che hanno rivelato crimini e segreti legati agli apparati militari e ai servizi di intelligence, gli hanno valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Pulitzer. Dalla guerra del Vietnam ai fatti di Abu Ghraib, il suo lavoro ha avuto un impatto profondo. Quando gli viene chiesto come riesca a trovare fonti affidabili, Hersh risponde che ci sono persone all’interno del governo e delle forze armate che, dopo aver preso parte a operazioni oscure, decidono di rivelare la verità. “Ci sono ancora persone con integrità in America”, afferma, pur riconoscendo la profonda crisi che sta attraversando la stampa.

Le sfide del giornalismo contemporaneo

Secondo Hersh, il contesto politico attuale negli Stati Uniti presenta sfide significative per il giornalismo. “L’attuale presidente sembra avere l’intenzione di rimanere al potere a lungo”, ha dichiarato, suggerendo che ciò influisce sulla libertà di stampa e sull’integrità delle informazioni diffuse. La sua esperienza e il suo approccio alla ricerca della verità rappresentano un esempio per le nuove generazioni di giornalisti, che si trovano a dover affrontare un panorama mediatico complesso e in continua evoluzione. La realizzazione di “Cover-up” non solo celebra il contributo di Hersh al giornalismo d’inchiesta, ma solleva anche interrogativi sul futuro della professione e sull’importanza di mantenere viva la ricerca della verità in un’epoca di disinformazione.