L’inizio del 2026 ha segnato un cambiamento significativo nel panorama del risparmio, grazie a Poste Italiane, che ha rinnovato i suoi Buoni Fruttiferi Postali. Questa iniziativa ha subito attirato l’attenzione di chi è alla ricerca di opportunità di investimento più vantaggiose. Dopo un lungo periodo di rendimenti stagnanti, i risparmiatori possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: i tassi sono stati aumentati, raggiungendo punte fino al 5% lordo annuo. Tuttavia, è importante notare che non tutti i buoni offrono lo stesso rendimento; il tasso più elevato è riservato ai “Buoni dedicati ai minori”, mentre gli altri strumenti presentano percentuali più moderate, ma comunque interessanti. La domanda fondamentale è: quanto si guadagna realmente alla fine dell’anno e quali condizioni devono essere valutate prima di procedere all’acquisto?
I nuovi buoni postali 2026: rendimenti maggiori, scelte mirate
Il catalogo dei prodotti offerti da Poste Italiane è ampio e si adatta a diverse esigenze. Si parte da strumenti a breve termine con tassi lordi attorno al 2,5%, fino ad arrivare al Buono 3×4, che offre rendimenti progressivi fino al 3%. Non possiamo dimenticare il Buono Ordinario ventennale, che premia la costanza con percentuali simili. Tutti questi buoni sono garantiti dallo Stato e beneficiano di una tassazione agevolata del 12,5% sugli interessi. Inoltre, è possibile richiedere il rimborso anticipato, con la restituzione del capitale secondo le normative vigenti. Questo li rende ideali per chi ha un profilo di investimento prudente, ma non necessariamente per chi ha bisogno di liquidità immediata.
Il buono per minori: un’opzione vantaggiosa
Tra le opzioni più interessanti, spicca il Buono per minori, che può arrivare a un rendimento di fino al 5% lordo annuo. Questo strumento è legato all’età del beneficiario al momento della sottoscrizione e può essere attivato con un investimento minimo di soli 50 euro, senza spese iniziali o costi di gestione. È progettato per accompagnare la crescita del minore, offrendo un rendimento che aumenta nel tempo. In sostanza, più anni restano fino alla scadenza, maggiore sarà il guadagno. L’obiettivo è costruire un capitale nel tempo per i propri figli o nipoti, approfittando di un rendimento sicuro in un contesto economico non sempre favorevole.
Rendimento lordo o netto? Gli esempi pratici fanno la differenza
Per valutare il reale vantaggio di questi buoni, è fondamentale tradurre il tasso lordo in guadagno netto. Immaginiamo di investire 10.000 euro in un Buono per minori con un rendimento del 5% lordo: gli interessi generati in un anno ammonterebbero a 500 euro lordi. Applicando la tassazione del 12,5%, il guadagno netto si ridurrebbe a 437,50 euro, corrispondente a un rendimento effettivo del 4,375%. Questo è un valore notevole, soprattutto considerando che si tratta di uno strumento privo di esposizione ai mercati. Se si decide di investire 5.000 euro, il guadagno netto scenderebbe a circa 218 euro, sempre al netto delle imposte. Questo rende i Buoni postali un’alternativa interessante per chi cerca stabilità nel tempo senza voler correre rischi.
Se si opta per un Buono con un rendimento del 3% lordo, lo stesso capitale di 5.000 euro produrrebbe 150 euro lordi, che si tradurrebbero in circa 131 euro netti. Sebbene il guadagno sia inferiore, rimane comunque superiore a molte soluzioni bancarie di base. È importante considerare che la scelta del prodotto dipende dall’obiettivo: se si desidera costruire un gruzzoletto per un minore, è fondamentale optare per uno strumento dedicato e con un orizzonte temporale lungo. Al contrario, se l’intento è quello di parcheggiare liquidità per un periodo di 3 o 4 anni, il Buono Premium potrebbe rivelarsi una soluzione più flessibile. Tuttavia, chi cerca il massimo rendimento deve essere pronto a vincolare i propri soldi per un lungo periodo, senza possibilità di accesso anticipato.

