La Rottamazione-quinquies 2026 si configura come un’opportunità significativa per chi desidera mettere ordine nei propri debiti con l’Agenzia delle Entrate. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, questa misura consente di interrompere le procedure di riscossione e di risparmiare su sanzioni e interessi. Se ti sei mai trovato nella spiacevole situazione di avere un’auto soggetta a fermo amministrativo, sai quanto possa essere frustrante, specialmente quando il veicolo è cruciale per le tue attività quotidiane, come recarti al lavoro o accompagnare i figli a scuola.
Come liberare l’auto dal fermo amministrativo
Una delle caratteristiche più rilevanti della Rottamazione-quinquies è la protezione immediata che offre. Presentando la domanda di adesione entro il 30 aprile 2026, potrai evitare che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione apponga nuovi fermi amministrativi sui tuoi veicoli. Questo rappresenta un vero e proprio “scudo” che ti permette di respirare mentre organizzi i tuoi pagamenti. Tuttavia, è fondamentale tenere presente che, se il tuo veicolo è già soggetto a fermo, la sola presentazione della domanda non è sufficiente per rimuoverlo. Il vincolo rimarrà in vigore fino a quando non inizierai a saldare il debito. Solo dopo aver effettuato il primo pagamento, da completare entro il 31 luglio 2026, potrai richiedere la revoca del fermo e tornare a circolare liberamente. In sintesi, il percorso è graduale: lo Stato è disposto a eliminare sanzioni e interessi, ma richiede puntualità nei pagamenti.
Aderire alla Rottamazione-quinquies rappresenta un’opportunità concreta per risparmiare. Infatti, dovrai restituire solo l’importo originario del debito e le spese di notifica, escludendo quelle voci che spesso fanno lievitare i debiti in modo esponenziale: niente sanzioni, niente interessi di mora e niente aggio. Inoltre, per rendere la situazione più gestibile, il debito può essere dilazionato fino a 9 anni (54 rate bimestrali), con una rata minima di 100 euro.
Alternative alla rottamazione-quinquies
Se la Rottamazione non sembra la soluzione adatta a te, ci sono altre opzioni da considerare per affrontare un fermo amministrativo pesante. Una di queste è la contestazione. Se ritieni che il fermo sia ingiusto, ad esempio perché il debito è già prescritto o è stato saldato, hai la possibilità di presentare ricorso. Un’altra alternativa è il sovraindebitamento: per chi si trova in una situazione di crisi profonda, la legge prevede percorsi di ristrutturazione del debito approvati dal tribunale, che possono sospendere i blocchi e rendere i pagamenti più sostenibili.
In alcuni casi, se l’auto è un bene strumentale indispensabile per la tua attività lavorativa, puoi dimostrare l’uso professionale del veicolo per opporre resistenza all’iscrizione del fermo. Ricorda, però, che guidare un’auto soggetta a fermo è un rischio considerevole: le sanzioni possono superare i 7.000 euro e si corre il rischio di confisca del mezzo. È quindi essenziale agire tempestivamente e presentare la domanda online sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Debiti e mutui: cosa sapere
Un’altra preoccupazione comune riguarda la possibilità di ottenere un mutuo per la prima casa mentre si hanno debiti o rateizzazioni in corso. La buona notizia è che le banche tendono a focalizzarsi sulla tua capacità attuale di rimborso. Finché la somma di tutte le tue rate, compresa la nuova rottamazione, non supera circa il 30-35% del tuo reddito mensile, la strada verso la tua nuova casa rimane aperta. Gestire bene i debiti oggi è il primo passo per costruire i tuoi progetti di domani. Non sottovalutare l’importanza di un approccio strategico: affrontare i debiti in modo consapevole può fare la differenza nel lungo periodo.

