"Strategie efficaci per difendersi dalle telefonate moleste e gestire le chiamate indesiderate."
Scopri come proteggerti dalle telefonate moleste nel 2025: strategie efficaci oltre al semplice 'no'

Come difendersi dalle telefonate moleste: perché il ‘no’ non basta e le soluzioni efficaci

Nel 2025, le telefonate moleste si sono trasformate in un vero e proprio incubo per milioni di italiani. Questi fastidiosi squilli, che possono arrivare in qualsiasi momento della giornata o della notte, provengono spesso da numeri sconosciuti o che sembrano locali. Dall’altra parte della linea, un operatore tenta di proporre contratti energetici, offerte telefoniche o investimenti poco credibili. Molti rispondono con un secco “non mi interessa”, convinti che questa sia la soluzione per chiudere la questione. Tuttavia, la situazione è ben più complicata.

Perché il “no” non è sufficiente

I call center utilizzano avanzati software automatici, conosciuti come “dialer”, che compongono in sequenza migliaia di numeri. Quando qualcuno risponde, la chiamata viene immediatamente indirizzata a un operatore disponibile. Se non si risponde, il numero viene classificato come “potenzialmente valido” e potrebbe essere ricontattato in futuro. Anche un semplice rifiuto non equivale a una richiesta di cancellazione. Per le aziende, quella risposta è solo un esito negativo della proposta commerciale, non un’opposizione formale al trattamento dei dati.

Pratiche di spoofing e strategie di rimozione

In aggiunta, esistono pratiche come lo spoofing, che consentono di far apparire sul display un numero diverso da quello reale, spesso con prefisso locale. Questo aumenta le probabilità che l’utente risponda. Tuttavia, esiste una strategia più efficace rispetto al semplice “no”. Rispondere e richiedere esplicitamente la rimozione del proprio numero dalle banche dati per scopi di marketing è un passo fondamentale. Se formulata chiaramente, questa richiesta obbliga l’azienda a registrare l’opposizione, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali.

Tono corretto e protezione dei dati

È fondamentale mantenere un tono corretto durante la conversazione. L’operatore che chiama non è responsabile delle politiche aziendali e una comunicazione civile può facilitare l’annotazione della richiesta nei sistemi interni. È altrettanto importante non fornire informazioni personali aggiuntive. Nessun dato anagrafico, codice fiscale o conferma di dettagli sensibili dovrebbe essere comunicato al telefono, soprattutto se non si è certi dell’identità dell’interlocutore.

Registro pubblico delle opposizioni

In Italia, uno strumento chiave per difendersi è il Registro Pubblico delle Opposizioni, che permette di iscrivere gratuitamente il proprio numero per impedire l’utilizzo a fini promozionali. Dopo l’iscrizione, le aziende sono obbligate a consultare il registro e a cancellare i numeri presenti prima di avviare nuove campagne.

Strumenti di identificazione e frodi telefoniche

Inoltre, molti smartphone sono dotati di sistemi di identificazione delle chiamate sospette. Esistono anche applicazioni dedicate, come Truecaller, che segnalano numeri già denunciati da altri utenti. Questi strumenti possono essere utili, ma non risolvono completamente il problema: bloccare manualmente un numero non impedisce che si venga contattati da altre numerazioni collegate alla stessa società. Un ulteriore aspetto da considerare riguarda le frodi telefoniche. Alcune chiamate non hanno finalità commerciali lecite, ma mirano a carpire dati o denaro, promettendo premi inesistenti o offerte di lavoro fasulle. In questi casi, la condotta corretta è interrompere la conversazione e non richiamare numeri sospetti.