Ricevere una donazione dai propri genitori, che si tratti di un immobile o di altri beni, rappresenta un gesto intriso di affetto e fiducia . Tuttavia, nel 2025 , è essenziale riconoscere che tale atto porta con sé delle responsabilità . La legislazione italiana stabilisce obblighi specifici per chi beneficia di una liberalità , specialmente quando il genitore donante si trova in difficoltà economica .
Secondo il Codice Civile , chi riceve una donazione è obbligato a fornire assistenza economica al genitore in caso di necessità . Questo dovere, sancito dall’articolo 437 , si fonda sul principio di gratitudine e si traduce in un supporto alimentare che il donatario deve garantire per soddisfare i bisogni essenziali del donante. È interessante notare che il donatario ha la priorità rispetto agli altri familiari. Ad esempio, se un padre con tre figli decide di donare un immobile a uno solo di essi, sarà quel figlio a dover sostenere economicamente il genitore in caso di bisogno, esonerando gli altri fratelli da tale responsabilità, come stabilito dall’articolo 433 .
Determinazione dell’importo e condizioni dell’obbligo alimentare
La questione dell’ importo degli alimenti dovuti non è semplice e non si basa sul valore della donazione ricevuta. Infatti, l’articolo 438 del Codice Civile stabilisce che la misura degli alimenti si fonda su due criteri principali: il reale bisogno del genitore e la capacità economica del figlio donatario. Questo implica che anche chi ha ricevuto una donazione di grande valore potrebbe essere tenuto a versare un assegno alimentare modesto se le sue finanze sono limitate. Al contrario, chi ha ottenuto una somma più contenuta ma ha un reddito elevato dovrà contribuire in misura maggiore.
È fondamentale sottolineare che l’obbligo di assistenza persiste indipendentemente dalle ragioni che hanno portato il genitore a trovarsi in difficoltà. Non importa se il bisogno deriva da cattive scelte finanziarie o investimenti sbagliati: il vincolo alimentare rimane in vigore finché ci sono necessità da parte del donante e capacità contributiva da parte del donatario.
La legge offre anche una certa flessibilità nell’adempimento di questo obbligo. Il figlio donatario può scegliere di versare un assegno periodico oppure accogliere il genitore a casa propria, fornendo vitto e alloggio , come stabilito dall’articolo 443 . Questa opzione è particolarmente vantaggiosa per chi ha risorse economiche limitate ma dispone di spazio abitativo . L’obiettivo resta sempre quello di garantire al genitore donante un sostegno adeguato per vivere dignitosamente.
Le sanzioni per chi ignora i doveri di assistenza
Ignorare l’obbligo di assistenza alimentare può comportare conseguenze legali significative. La legge prevede la possibilità di revocare la donazione per ingratitudine , come stabilito dall’articolo 801 del Codice Civile , in combinato disposto con l’articolo 437 . In pratica, se un genitore si sente abbandonato economicamente, può richiedere la restituzione dei beni donati, riportando le parti alla situazione patrimoniale precedente alla liberalità.
È importante notare che la revoca della donazione non esonera il figlio dall’obbligo alimentare derivante dal legame familiare . Questo significa che il donatario rischia di perdere i beni donati e, allo stesso tempo, di dover continuare a fornire supporto economico al genitore, subendo così una duplice penalizzazione .
Eccezioni e casi particolari
Non tutte le donazioni generano automaticamente un obbligo alimentare. Alcuni casi sono esclusi, come le donazioni obnuziali , quelle fatte in occasione di un matrimonio , secondo l’articolo 785 del Codice Civile . Anche le donazioni rimuneratorie , effettuate per riconoscenza o meriti particolari, come stabilito dall’articolo 770 , non comportano obblighi di assistenza futuri. Per esempio, un dono per celebrare il conseguimento di una laurea rientra in questa categoria e non implica doveri economici successivi.
In sintesi, ricevere una donazione dai genitori non è solo un vantaggio patrimoniale, ma comporta anche un impegno giuridico concreto. Questo si traduce in un dovere di assistenza verso chi ha compiuto l’atto di generosità . Ignorare questo vincolo può portare a gravi conseguenze patrimoniali e personali, come stabilito dalle norme vigenti nel nostro ordinamento.

