Nel 2025, il sistema fiscale italiano si fa sempre più scrupoloso riguardo ai trasferimenti di denaro tra familiari. Anche se non esistono divieti espliciti, l’Agenzia delle Entrate ha aumentato i controlli su queste operazioni, rendendo essenziale prestare attenzione a come e perché vengono effettuati i bonifici. È importante notare che anche piccole somme possono attirare l’attenzione del Fisco se non supportate da una causale chiara o se l’importo non sembra allinearsi ai redditi dichiarati.
Quando si parla di bonifici tra parenti, è fondamentale utilizzare strumenti tracciabili come bonifici bancari, ricariche Postepay o PayPal. Tuttavia, questo non garantisce automaticamente l’assenza di problemi. Infatti, il Fisco si concentra su movimenti che appaiono anomali, soprattutto se la causale è assente o poco chiara. Un trasferimento di denaro può risultare sospetto se non si riesce a dimostrare la sua origine o finalità, e questo vale anche per i familiari. La mancanza di trasparenza può portare a verifiche fiscali o, nei casi più gravi, essere interpretata come un tentativo di occultamento di redditi o donazioni non dichiarate.
Chi decide di supportare un figlio con l’affitto, restituire un prestito o fare un regalo a un parente deve sempre ricordare di specificare la causale del bonifico e assicurarsi che l’importo sia coerente con la propria situazione economica. Sebbene la legge non vieti tali gesti, richiede coerenza, trasparenza e tracciabilità.
Quando L’importo È Rilevante E Serve Fare Attenzione
In Italia, non esiste un limite preciso che definisca quando un bonifico tra familiari diventa illecito. Non c’è una cifra magica che attivi automaticamente un accertamento fiscale. La valutazione di una somma come sospetta dipende dalla natura dell’operazione e dal contesto in cui avviene.
Secondo l’articolo 6 del d.P.R. 917/1986, le donazioni di denaro non sono considerate reddito imponibile e non devono essere incluse nella dichiarazione dei redditi, a condizione che si tratti di donazioni di modico valore. Ma cosa si intende per “modico”? Non esiste una cifra ufficiale, ma la Cassazione ha stabilito che ogni donazione deve essere valutata in relazione al patrimonio del donante. Per un imprenditore, cinquemila euro possono essere considerati modici, mentre per un pensionato potrebbero non esserlo affatto.
Se la somma supera questa soglia soggettiva, la legge richiede che venga formalizzata davanti a un notaio, e in questo caso entra in gioco anche l’imposta sulle donazioni, che non sempre è dovuta, ma deve essere calcolata in base al grado di parentela. Tra genitori e figli o coniugi, l’imposta si applica solo se si supera la franchigia di 1 milione di euro. Per fratelli e sorelle, il tetto è di 100.000 euro, mentre per parenti più lontani o soggetti senza legami familiari, non ci sono franchigie: l’imposta scatta immediatamente e può arrivare fino all’8% sull’intera cifra.
Un altro aspetto da considerare è il modo in cui il denaro viene trasferito. La normativa antiriciclaggio stabilisce che oltre i 5.000 euro non si può utilizzare il contante. Ogni trasferimento superiore a questa cifra deve avvenire tramite strumenti tracciabili, come bonifico bancario o assegno non trasferibile. Un trasferimento in contante che supera il limite, anche tra genitori e figli, può essere soggetto a sanzioni.
La Causale Nel Bonifico È La Chiave Per Evitare Errori
Quando si effettuano trasferimenti tra privati, in particolare tra familiari, la causale del bonifico diventa cruciale. Poiché non ci sono fatture o contratti scritti, la causale rappresenta la principale prova documentale. Scrivere semplicemente “grazie”, “regalo” o “saldo” senza specificare il motivo dell’operazione può rivelarsi problematico. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate potrebbe interpretare il trasferimento come un pagamento in nero per una prestazione lavorativa o come una donazione occultata.
È fondamentale che la causale sia specifica e veritiera. Esempi utili potrebbero essere: “prestito familiare non fruttifero”, “contributo spese universitarie figlio”, “restituzione prestito 12/04/2024”, “regalo nozze”. Bastano pochi accorgimenti per prevenire contestazioni, ma spesso le persone commettono errori per fretta o superficialità.
Anche quando le somme sono modeste, i bonifici tra parenti possono essere messi in discussione dagli eredi, specialmente se avvengono in prossimità della morte del donante o se alterano l’equilibrio delle quote legittime. Un trasferimento non tracciato o privo di giustificativi può essere impugnato in sede di successione, con richieste di reintegrazione delle quote ereditarie.
Per tutelarsi, è consigliabile conservare copia del bonifico, salvare schermate, ricevute e archiviare eventuali scambi di email o messaggi che documentino l’accordo. L’obiettivo non è giustificarsi in anticipo, ma essere pronti a chiarire, se necessario.

