Il 2025 segna un’importante evoluzione per l’Italia, grazie all’introduzione dell’ISEE automatico. Questo sistema innovativo è progettato per semplificare l’accesso ai bonus e alle agevolazioni per le famiglie. Approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 gennaio 2026, si inserisce nel contesto della riforma della Pubblica Amministrazione, mirata a ridurre la burocrazia e le attese per i cittadini.
Un cambiamento radicale nella gestione dei dati
Al centro di questa riforma si trova l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), che ora può essere ottenuto direttamente dagli enti pubblici e dagli istituti tramite il INPS, senza che i cittadini debbano presentare ripetutamente documenti. Questo passaggio rappresenta una vera e propria rivoluzione, volta a rendere il sistema più digitale e accessibile. Grazie alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), comuni, scuole e università possono verificare in tempo reale i requisiti economici delle famiglie, eliminando la necessità di compilare moduli e riducendo i tempi di attesa.
L’innovazione principale consiste nel superare la tradizionale logica delle domande individuali. Non sarà più necessario presentare ogni volta l’ISEE per accedere a bonus come la mensa scolastica, il trasporto pubblico o il bonus nido. Sarà l’ente pubblico a ricevere i dati già disponibili, garantendo un accesso più rapido e uniforme alle prestazioni sociali. Questo approccio non solo snellisce le procedure, ma promuove anche una maggiore equità, poiché ogni famiglia avrà accesso alle stesse informazioni senza dover affrontare richieste diverse a seconda del Comune.
Le sfide e le prospettive della riforma
Tuttavia, il percorso verso l’implementazione dell’ISEE automatico presenta delle sfide. Questa riforma arriva dopo anni di tentativi non andati a buon fine, come evidenziato dalla Legge di Bilancio 2023, che aveva previsto l’introduzione dell’ISEE precompilato, ma senza i decreti attuativi necessari. Anche la DSU pronta all’uso era rimasta solo un’idea, costringendo i cittadini a confrontarsi con un sistema basato su moduli cartacei e lunghe attese.
Con il nuovo decreto del 2026, si prevede un ampliamento della platea dei dati precompilati e un innalzamento della franchigia per l’abitazione principale, rendendo il calcolo dell’ISEE più favorevole per molte famiglie. Anche la scala di equivalenza subirà modifiche, per riflettere meglio la realtà delle famiglie italiane. I Centri di Assistenza Fiscale (CAF), pur mantenendo un ruolo cruciale, dovranno incentivare l’uso della DSU precompilata, promuovendo così un modello sempre più automatico e meno soggetto a interventi manuali.
Il futuro dell’ISEE automatico
Per garantire il successo di questa riforma, è fondamentale che vengano adottati rapidamente i decreti tecnici mancanti. Senza di essi, le misure rischiano di rimanere solo sulla carta. Nel frattempo, i cittadini sono invitati a monitorare la propria posizione attraverso strumenti come SPID o CIE sui portali ufficiali. L’idea di un sistema automatizzato è allettante e promette di semplificare la vita di molti, ma è evidente che la transizione sarà graduale.

