L’INPS ha recentemente chiarito una questione cruciale per molte famiglie italiane: chi beneficia dell’Assegno di inclusione non potrà richiedere anche il bonus di 500 euro del Supporto per la formazione e il lavoro. Questa novità, che entrerà in vigore dal 28 gennaio 2026, ha sollevato preoccupazioni tra i beneficiari, specialmente dopo che l’ente ha modificato le indicazioni sulla compatibilità tra le due misure.
Il messaggio n. 285/2026, pubblicato dall’INPS, ha sostituito le precedenti comunicazioni, chiarendo che, in caso di incompatibilità tra le domande presentate da un medesimo nucleo familiare, sarà la richiesta di SFL a decadere se nel nucleo è già presente una domanda di ADI accettata, anche se sospesa. Questo cambiamento si è reso necessario per evitare confusione e garantire una gestione più equa delle risorse.
La scelta obbligata: ADI o SFL
La nuova linea dell’INPS si basa sul Decreto-legge 48/2023, convertito nella legge 85/2023, che ha introdotto entrambe le misure. In passato, in caso di sovrapposizione tra una domanda di ADI e una richiesta di SFL, l’INPS prevedeva la decadenza automatica dell’Assegno di inclusione, creando allarmismo tra le famiglie. Ora, il messaggio 285 stabilisce che, se un membro del nucleo ha già una domanda di ADI accettata e un altro componente presenta una richiesta di SFL, sarà quest’ultima a essere respinta per incompatibilità.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per le famiglie con responsabilità genitoriale. Infatti, il messaggio dell’INPS chiarisce che la decadenza del SFL si applica anche se la domanda proviene da un figlio o da un altro convivente legato da vincoli parentali. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni che possano creare squilibri nella distribuzione dei fondi e garantire un trattamento uniforme.
In caso di decadenza della domanda di SFL, l’utente riceverà una notifica via SMS o email, contenente tutte le informazioni necessarie. È importante sapere che, per presentare una nuova richiesta di SFL, il nucleo dovrà prima rinunciare all’ADI. La scelta, quindi, è chiara: si può rimanere nel sistema ADI o rinunciare per accedere al SFL, ma non è possibile cumulare i due benefici.
Perché la richiesta di SFL da parte di beneficiari ADI?
Il Supporto per la formazione e il lavoro, attivo dal 2024, offre un bonus mensile di 500 euro a chi partecipa a corsi di formazione, orientamento, tirocini o altre misure di inserimento lavorativo. Questa misura è stata pensata per le persone occupabili e non vincolate da gravi carichi familiari, rendendola quindi compatibile solo con chi non riceve già l’Assegno di inclusione.
Tuttavia, molti hanno tentato di accedere a entrambi i benefici. La ragione è semplice: il bonus mensile SFL è immediato e non soggetto a parametri ISEE restrittivi, risultando più vantaggioso per alcuni membri di famiglie numerose già parzialmente sostenute da ADI. Questa situazione ha generato confusione e conflitti tra le domande, che le precedenti comunicazioni non avevano chiarito in modo efficace.
Con il nuovo chiarimento, l’INPS intende rimettere ordine nelle procedure, stabilendo un criterio chiaro: la priorità va all’ADI. Chi presenta una domanda di SFL mentre nel nucleo è attivo un Assegno di inclusione già approvato, vedrà automaticamente decadere la domanda di SFL. La comunicazione di tale decisione arriverà con una motivazione, e sarà possibile ripresentare la richiesta solo dopo aver rinunciato formalmente all’ADI.
Questa modifica ha effetto immediato e sostituisce ogni istruzione precedente, comprese quelle pubblicate nei giorni scorsi. L’obiettivo è evitare la perdita dell’Assegno di inclusione per errori tecnici o sovrapposizioni formali. Tuttavia, ogni nucleo familiare dovrà valutare attentamente quale delle due prestazioni sia più adatta alla propria situazione, poiché la scelta tra ADI e SFL è obbligatoria.

