Nell’anno 2025, il dibattito tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile si è trasformato in un argomento di grande rilevanza per molte famiglie italiane . Con i mercati finanziari in costante cambiamento e le politiche monetarie della Banca Centrale Europea (BCE) che influenzano i costi del credito , è fondamentale valutare con attenzione quale opzione possa risultare più vantaggiosa per l’acquisto della casa .
Nonostante la BCE abbia mantenuto i tassi ufficiali relativamente stabili, attorno al 2% per i finanziamenti immobiliari , i costi dei mutui a tasso fisso hanno mostrato un trend in crescita. Secondo i dati più recenti di Bankitalia , il tasso medio per un mutuo a tasso fisso ha raggiunto il 3,7% a novembre 2025, in aumento rispetto al 3,5% di gennaio dello stesso anno. Questo aumento, sebbene possa sembrare paradossale, è il risultato di dinamiche di mercato più complesse.
Un indicatore cruciale da monitorare è l’Interest Rate Swap (IRS), che riflette le aspettative sui futuri tassi di interesse . Le pressioni inflazionistiche , sebbene in rallentamento, e le incertezze geopolitiche globali continuano a influenzare questo parametro. Inoltre, il gran numero di debiti in scadenza nell’ Eurozona contribuisce a mantenere alta la volatilità dei tassi .
Al contrario, i mutui a tasso variabile , indicizzati all’Euribor, hanno registrato una significativa diminuzione. Dopo aver raggiunto punte del 4% nel 2023, l’Euribor si è stabilizzato attorno al 2% tra il 2024 e il 2025. Questo calo ha reso i mutui variabili nuovamente più convenienti rispetto a quelli a tasso fisso , soprattutto per quanto riguarda le rate mensili .
Simulazioni e preferenze degli italiani
Per comprendere meglio la situazione, consideriamo un esempio pratico: un mutuo di 126.000 euro da rimborsare in 25 anni, con un finanziamento pari al 70% del valore dell’immobile. Le migliori offerte attualmente disponibili propongono una rata mensile di circa 613 euro con un tasso fisso al 3,23%, mentre per un tasso variabile al 2,29%, la rata scende a circa 552 euro al mese.
Nonostante il risparmio evidente, nel 2025, ben 9 persone su 10 che hanno richiesto un mutuo hanno optato per un tasso fisso . Questa scelta è probabilmente influenzata dall’esperienza recente di rapidi e imprevedibili aumenti dei tassi di interesse avvenuti tra il 2022 e il 2023, che ha lasciato un segno profondo nella percezione del rischio da parte delle famiglie italiane , in particolare quelle con redditi più bassi.
Il 2025 ha anche visto un incremento dell’importo medio dei mutui , salito a 144.000 euro, con una durata media di circa 24 anni e 7 mesi. Questo dato può essere interpretato come un segnale di maggiore fiducia nel mercato immobiliare , oppure, più probabilmente, come una conseguenza dell’aumento generale dei prezzi delle abitazioni .
Chi decide di acquistare casa deve quindi ponderare attentamente le caratteristiche del mutuo più adatto alle proprie esigenze finanziarie e personali. Sebbene il tasso variabile sembri più vantaggioso in termini di costi immediati, la stabilità del tasso fisso rimane un elemento rassicurante per chi desidera evitare sorprese nel lungo termine.
In definitiva, la scelta tra un mutuo a tasso fisso o variabile non deve basarsi solo sui dati di mercato , ma anche sulla propria capacità di affrontare eventuali variazioni future delle rate , tenendo conto della situazione economica personale e delle prospettive a lungo termine.

