Quando si affronta il tema dell’assistenza ai genitori anziani, la legislazione italiana offre un quadro normativo chiaro e dettagliato. Nel 2025, emerge con evidenza che i figli hanno un obbligo legale di non abbandonare i genitori che non sono in grado di provvedere a se stessi. L’articolo 591 del codice penale stabilisce pene che variano da sei mesi a cinque anni di carcere per coloro che trascurano un genitore in difficoltà. È interessante notare, però, che non è necessario che tutti i figli si facciano carico della situazione: basta che almeno uno di loro si occupi della questione, anche attraverso l’affidamento a professionisti o strutture sanitarie.
Tuttavia, la realtà familiare può rivelarsi più complessa. Chi si trova a gestire quotidianamente la situazione spesso si chiede quanto sia giusto prendersi carico di tutto, mentre altri fratelli si defilano. Ma quali sono le opzioni in questi casi? La legge fornisce delle risposte, ma non sempre risultano soddisfacenti.
Quando scatta l’obbligo di assistenza
L’obbligo di assistenza ai genitori entra in vigore quando questi non sono più in grado di provvedere a se stessi a causa di malattie, vecchiaia o altre condizioni invalidanti. In tali circostanze, i figli devono garantire che il genitore riceva le cure necessarie, che possono includere assistenza sanitaria e sorveglianza. Non è obbligatorio che l’assistenza sia fornita direttamente dai figli; è sufficiente che qualcuno si occupi del genitore, il che, dal punto di vista penale, esclude il reato di abbandono.
La situazione cambia quando si parla di obblighi civili. Se un genitore si trova in difficoltà economica, i figli sono tenuti a versare una somma mensile che copra le spese per vitto, alloggio e cure minime. Questo dovere, noto come “alimenti”, coinvolge tutti i figli, in proporzione alle loro capacità economiche. Se uno dei figli si fa carico delle spese, ha diritto a non coprire anche le quote degli altri, specialmente se questi ultimi possono permetterselo.
Fratelli assenti e obbligo legale
Se un fratello si rifiuta di contribuire, la legge non consente di agire legalmente contro di lui, né penalmente né civilmente. Solo il genitore ha il diritto di richiedere gli alimenti, e può farlo rivolgendosi al tribunale. I figli che si occupano attivamente dei genitori non possono denunciare o obbligare il fratello assente, a meno che non si trovino anche loro in difficoltà economica e stiano sostenendo più spese del dovuto. In tal caso, possono richiedere una ripartizione proporzionale delle spese, affinché il peso non ricada tutto su un solo figlio.
Il ruolo della pensione e il calcolo degli alimenti
Un altro aspetto da considerare è la situazione economica del genitore. Anche se un genitore riceve una pensione minima o un assegno sociale, questo non esonera i figli dai loro doveri. Se l’importo mensile non è sufficiente a coprire le spese necessarie, l’obbligo di alimenti rimane in vigore, anche se in forma ridotta. La valutazione avviene caso per caso, tenendo conto sia del reddito del genitore che di quello dei figli. Ad esempio, se un padre percepisce 650 euro di pensione ma ha spese mensili di 900 euro per assistenza e farmaci, i figli dovranno coprire la differenza in base alle loro possibilità economiche.
Inoltre, l’obbligo alimentare può essere assolto anche in modi diversi dal pagamento in denaro. Secondo l’articolo 443 del codice civile, chi è tenuto a fornire alimenti può scegliere di farlo accogliendo il genitore in casa e provvedendo direttamente al suo mantenimento. Questa scelta, però, può risultare delicata, specialmente in famiglie dove i rapporti sono tesi o se il genitore ha bisogno di assistenza continua.
Per chi si trova a gestire la situazione di un fratello assente, l’unica strada praticabile è quella di accordarsi sulle spese e documentare tutto. In alcuni casi, potrebbe essere utile chiedere al genitore di avviare un’azione legale, se è in grado di farlo. Dal punto di vista legale, l’importante è che almeno uno dei figli non abbandoni il genitore in difficoltà. Anche se può sembrare ingiusto, la legge italiana non punisce l’assenza morale degli altri fratelli, purché qualcuno si prenda cura dell’anziano.

