Un gesto apparentemente insignificante, ma capace di prevenire migliaia di frodi in Italia. Nel 2025, mentre ci accingiamo a prelevare contante da un bancomat, è cruciale ricordare che un semplice tocco sullo sportello può determinare la differenza tra sicurezza e furto. Immagina di trovarti in fila in una vivace via di Roma o in un tranquillo centro in provincia, pronto a ritirare qualche euro per un caffè o per la spesa. La tua mente vaga, ma un pensiero ti attraversa: quel pannello frontale sembra diverso, come se fosse stato appena installato. E se fosse proprio così?
Bancomat manomessi: la truffa silenziosa che passa inosservata
La frode al bancomat, nota anche come skimming, non è una leggenda metropolitana, ma una realtà che colpisce numerosi italiani. Se cerchi “bancomat manomesso” online, troverai decine di casi, alcuni recenti. Nel 2025, a Milano, un uomo è stato sorpreso mentre installava un lettore fasullo sopra lo slot della carta. Un dispositivo adesivo, praticamente indistinguibile dall’originale, che rubava i dati in modo immediato e invisibile.
I truffatori approfittano della fretta delle persone, mirando agli orari di punta e agli sportelli meno sorvegliati, spesso situati in aree poco illuminate. Alcuni di questi dispositivi possono registrare il codice PIN tramite microcamere, mentre altri utilizzano la tecnologia NFC per sottrarre dati in modalità contactless. Spesso, chi subisce la truffa non se ne accorge fino al giorno successivo, quando si ritrova con il conto svuotato o con transazioni non autorizzate all’estero.
Toccare lo sportello, muovere delicatamente lo sportellino della carta o premere lievemente le parti laterali può rivelare inserti instabili. Non si tratta solo di un sospetto, ma di una vera e propria sensibilità tattile. Se qualcosa non sembra a posto, probabilmente non lo è. Il tuo tatto è il primo antifurto.
I numeri delle frodi e le nuove contromisure
Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia e ABI, nel 2024 sono stati segnalati oltre 11.000 casi di frodi tramite sportello automatico, con un danno economico complessivo stimato di oltre 18 milioni di euro. Questo fenomeno non è limitato solo alle grandi città; ogni ATM, in ogni angolo d’Italia, può risultare vulnerabile.
Le banche stanno cercando di rispondere a questa emergenza introducendo sistemi di sicurezza aggiuntivi: notifiche in tempo reale sul cellulare, blocco automatico delle transazioni sospette, autenticazione biometrica e geo-fencing. Tuttavia, non tutti gli istituti hanno implementato queste soluzioni. Alcuni sportelli, soprattutto quelli in aree isolate, utilizzano ancora tecnologie obsolete, senza videocamere attive o vigilanza.
In questo contesto, la responsabilità ricade spesso sul singolo cittadino, costretto a difendersi da minacce invisibili. Toccare lo sportello prima di effettuare un’operazione può sembrare un gesto eccessivo, ma è un consiglio che molti esperti di sicurezza bancaria offrono apertamente. La Polizia Postale ha avviato campagne informative per educare i cittadini a riconoscere segnali sospetti: piccoli disallineamenti nelle fessure, materiali diversi, strutture che si muovono, pulsanti troppo sporgenti o poco reattivi.
Anche se il prelievo dura solo pochi secondi, basta un attimo per perdere tutto. L’allerta è costante, e i truffatori non dormono mai. I dispositivi diventano sempre più sofisticati, e il rischio non è solo quello del furto di denaro, ma anche di identità digitale, clonazione della carta e accesso a conti collegati. La prudenza è d’obbligo, e un semplice gesto può fare la differenza.

