Il rinnovo dell’Assegno Unico per il 2026 rappresenta un argomento di grande importanza per le famiglie con figli a carico. Quest’anno, l’INPS ha introdotto una novità rilevante: nella maggior parte dei casi, non sarà più necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere il contributo. Questa semplificazione ha l’obiettivo di ridurre la burocrazia, ma è cruciale essere a conoscenza di alcune regole per evitare spiacevoli sorprese, come la diminuzione dell’importo o, nei casi più gravi, la sospensione dell’assegno.
Rinnovo automatico: cosa significa
Nel 2026, il rinnovo dell’Assegno Unico avverrà in modo automatico per i nuclei familiari che hanno già una domanda approvata e valida. Ciò significa che l’INPS continuerà a erogare il contributo senza richiedere una nuova richiesta formale. I pagamenti verranno effettuati utilizzando le stesse coordinate bancarie o postali già fornite in precedenza.
È importante notare che questo automatismo si applica solo a situazioni “regolari”. Se la domanda è stata revocata, decaduta o sospesa a causa della perdita dei requisiti, il pagamento non verrà attivato e sarà necessario intervenire. Inoltre, gli importi dell’assegno vengono aggiornati annualmente e rivalutati in base all’inflazione, con adeguamenti che entreranno in vigore nei primi mesi dell’anno.
Anche con il rinnovo automatico, ci sono alcune variazioni che devono essere comunicate tempestivamente. Ignorare queste modifiche può portare a errori nei calcoli o addirittura al blocco dell’erogazione. È obbligatorio segnalare cambiamenti nella composizione del nucleo familiare, come la nascita di un figlio o il raggiungimento della maggiore età. È fondamentale comunicare anche eventuali modifiche legate alla disabilità dei figli e qualsiasi variazione nelle modalità di pagamento, come un cambio di IBAN. In presenza di queste situazioni, l’aggiornamento non è solo consigliato, ma indispensabile.
Attenzione all’ISEE
Un aspetto cruciale da considerare è che il rinnovo automatico non sostituisce l’aggiornamento dell’ISEE. Se entro il 2026 non viene presentata una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica, l’assegno continuerà ad essere erogato, ma con l’importo minimo previsto dalla legge. Questa penalizzazione può avere un impatto significativo sul bilancio familiare, rendendo essenziale una pianificazione adeguata.
Fortunatamente, esiste la possibilità di recupero. Se si aggiorna l’ISEE entro il 30 giugno 2026, si ha diritto al ricalcolo degli importi corretti e al pagamento degli arretrati accumulati dall’inizio dell’anno. Tuttavia, superata questa scadenza, le somme non recuperate andranno perse, rendendo fondamentale non trascurare questa scadenza.
Per chi desidera monitorare lo stato del rinnovo dell’assegno unico, è possibile accedere all’area personale del sito INPS utilizzando SPID, CIE o CNS. Nel fascicolo previdenziale, si può verificare se la domanda è attiva e se ci sono anomalie da risolvere.
In conclusione, il 2026 porta con sé importanti novità per l’Assegno Unico, ma è essenziale rimanere informati e attenti a tutti i dettagli per evitare inconvenienti e garantire il massimo beneficio per le famiglie.

