"Scadenza multe: tempi di riscossione sanzioni da parte dello Stato"
scadenza delle multe nel 2025: scopri quanto tempo ha lo Stato per riscuotere le sanzioni e le implicazioni per i cittadini

Scadenza delle multe: quanto tempo ha lo Stato per riscuotere le sanzioni?

La questione delle multe e dei termini di prescrizione continua a generare dubbi tra i cittadini e gli esperti legali. Recentemente, il Tribunale di Avellino ha fatto chiarezza, stabilendo che lo Stato ha un massimo di cinque anni per riscuotere le sanzioni amministrative. Questa importante decisione, contenuta nella sentenza n. 4 del 5 gennaio 2026, evidenzia la necessità di conoscere i propri diritti in materia di multe.

Il termine di prescrizione delle multe

Il termine di prescrizione delle multe è un elemento fondamentale per chi si trova a dover affrontare una violazione. Secondo l’articolo 28 della legge n. 689/1981, il conteggio inizia dal giorno in cui si verifica l’infrazione. Di conseguenza, se un automobilista riceve una multa, ad esempio, per divieto di sosta, può essere certo che, dopo cinque anni, lo Stato non potrà più richiedere il pagamento. Questa protezione è cruciale per i cittadini, poiché impedisce richieste di pagamento indefinite.

È interessante notare che, contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste un termine specifico entro il quale l’autorità deve emettere l’ordinanza-ingiunzione dopo la contestazione della violazione. Questo implica che, anche se un cittadino presenta memorie difensive, il processo burocratico può continuare senza che ciò comporti l’annullamento della multa, a condizione che tutto si concluda entro il termine quinquennale previsto dalla legge.

Tempistiche tra contestazione e riscossione

La normativa italiana distingue chiaramente tra due momenti chiave nel processo di sanzionamento. Da un lato, abbiamo la contestazione della violazione, che deve avvenire entro novanta giorni dalla commissione dell’infrazione, come stabilito dall’articolo 14 della legge n. 689/1981. Dall’altro, la riscossione della somma dovuta deve avvenire entro cinque anni dalla data della violazione.

Per chiarire, se un automobilista riceve una multa il 1° maggio 2024, il Comune ha tempo fino al 1° maggio 2029 per richiedere il pagamento. È importante notare che ogni atto di sollecito o nuova notifica interrompe il periodo di prescrizione, facendo ripartire il conteggio.

Inoltre, è fondamentale sapere che la legge non stabilisce un termine entro il quale l’ente deve emettere l’ordinanza-ingiunzione successiva alle difese del cittadino. Ciò significa che possono verificarsi attese prolungate senza che questo comporti l’annullamento automatico della sanzione.

Il Tribunale di Avellino ha chiarito che la disciplina delle sanzioni amministrative è un sistema autonomo e speciale, non soggetto alle norme generali del procedimento amministrativo. Questo è stato confermato dalla Corte Costituzionale, che ha riconosciuto l’incertezza derivante dall’assenza di termini certi, ma ha respinto la richiesta di introdurre scadenze specifiche, sottolineando che solo il Parlamento può intervenire in materia legislativa.

L’ordinanza-ingiunzione: cosa sapere

L’ordinanza-ingiunzione è l’atto con cui l’autorità competente respinge le difese del cittadino e ordina il pagamento della sanzione. È importante sapere che non esiste un termine perentorio per la sua emissione, poiché il procedimento ha una natura quasi giudiziaria e richiede tempi tecnici di istruttoria.

Ecco alcune regole fondamentali da tenere a mente:

  • La contestazione della violazione deve avvenire entro novanta giorni.
  • Il diritto alla riscossione si prescrive dopo cinque anni.
  • Ogni atto di sollecito o notifica interrompe la prescrizione.
  • Il silenzio dell’amministrazione non equivale a un annullamento automatico della multa.

Pertanto, un’ordinanza notificata anche dopo due anni dalla presentazione delle difese è legittima, a condizione che la violazione non superi il limite dei cinque anni. Essere informati su questi aspetti è fondamentale per tutelarsi adeguatamente e sapere quando è possibile contestare una sanzione.