Su WhatsApp, una novità ha attirato l’attenzione di milioni di utenti: l’arrivo di Meta AI, un assistente virtuale intelligente integrato nell’app di messaggistica più utilizzata al mondo. Questa innovazione, già visibile in Europa dal 2026, è contrassegnata da un’icona distintiva, un cerchio blu con una stella al centro, che ha sollevato preoccupazioni in merito alla privacy. Infatti, molti utenti si sono ritrovati a interagire con questa funzione senza essere a conoscenza della sua esistenza, generando interrogativi sulla sicurezza delle loro conversazioni.
Come funziona Meta AI su WhatsApp
Meta AI è concepito per rispondere a domande, fornire suggerimenti e assistere nella pianificazione di eventi e viaggi. Si comporta come un chatbot generativo, simile a quelli già presenti su altre piattaforme. Ma come si attiva? Gli utenti possono richiamarlo in due modi: scrivendo direttamente nella chat dedicata a Meta AI, che viene creata automaticamente, oppure digitando @Meta AI in qualsiasi conversazione, anche in un gruppo.
Qui le cose si complicano. Quando un utente menziona @Meta AI in una chat, l’intera conversazione viene condivisa con l’intelligenza artificiale, che la elabora per fornire risposte. Questo implica che non è necessario attivarlo intenzionalmente; basta una citazione involontaria per farlo entrare in gioco. A differenza di altri bot, Meta AI è integrato nell’app e non può essere disinstallato o nascosto, generando confusione e diffidenza, soprattutto tra coloro che utilizzano WhatsApp per comunicazioni sensibili.
Rischi e preoccupazioni legati a Meta AI
Molti utenti hanno scoperto questa novità solo dopo aver notato la nuova icona o una chat mai aperta, il che ha alimentato l’apprensione. Nonostante Meta affermi che il sistema rispetta il GDPR e che i contenuti delle conversazioni non vengono utilizzati per scopi pubblicitari, le modalità di attivazione lasciano aperti scenari di uso non consapevole. È sufficiente dimenticare un “@” in una chat per attivare l’AI, e questo può accadere senza che tutti i partecipanti se ne accorgano immediatamente.
La questione diventa particolarmente delicata per chi condivide informazioni personali, aziendali o mediche in ambienti ritenuti privati. Meta ha confermato che l’AI non legge automaticamente tutte le conversazioni, ma viene attivata solo quando viene chiamata in causa. Tuttavia, una volta attivata, ha accesso all’intero contesto della conversazione in cui è stata menzionata, sollevando ulteriori preoccupazioni.
Come proteggere la tua privacy su WhatsApp
Per limitare l’accesso ai propri dati, gli utenti possono adottare alcune misure. Innanzitutto, è consigliabile evitare di utilizzare il comando @Meta AI nelle conversazioni private o di gruppo, a meno che non si desideri realmente interagire con l’assistente. In secondo luogo, è possibile accedere alle impostazioni di WhatsApp, nella sezione Privacy, per gestire le opzioni relative a Meta AI. Qui, gli utenti possono limitare l’uso dei dati, disattivare contenuti personalizzati e negare l’autorizzazione all’analisi di immagini o file condivisi.
Questa situazione ha un impatto significativo, poiché WhatsApp è utilizzato da milioni di persone, non solo da giovani o esperti di tecnologia, ma anche da chi ha meno familiarità con gli strumenti digitali. L’integrazione di Meta AI, pur essendo pensata per semplificare l’esperienza utente, ha generato timori di cedere troppo controllo, spesso senza nemmeno rendersene conto.
Le autorità europee avevano già costretto Meta a rinviare il lancio dell’AI nel 2025 per valutare gli effetti sulle normative di tutela dei dati personali. Dopo mesi di verifiche, il rilascio è avvenuto ufficialmente, ma le modalità di notifica e l’impossibilità di disattivare la funzione continuano a essere criticate da molte associazioni per i diritti digitali.
Per ora, l’unico modo per proteggersi è imparare a riconoscere quando Meta AI è attiva, evitare menzioni involontarie e configurare le opzioni di privacy in modo dettagliato. Un comportamento attento è fondamentale, in attesa che l’azienda introduca meccanismi più chiari e selettivi per chi non desidera utilizzare l’assistente.

