La scadenza del 31 gennaio 2025 si avvicina rapidamente e per i percettori di Naspi, l’indennità di disoccupazione, è essenziale non farsi trovare impreparati. L’INPS ha chiarito che è necessario inviare la comunicazione relativa al reddito presunto per il 2026, anche per coloro che non prevedono di guadagnare nulla. Questo obbligo non si applica solo a chi ha un reddito attivo, ma anche a chi, nel 2025, non ha svolto alcuna attività lavorativa. Ignorare questa scadenza potrebbe avere conseguenze gravi: chi non presenta la dichiarazione perderà immediatamente il diritto all’indennità.
Cos’è la Naspi e a chi spetta
La Naspi, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, rappresenta un supporto economico per chi ha perso involontariamente il lavoro subordinato. Non è riservata solo ai disoccupati tradizionali; anche apprendisti, soci di cooperative e dipendenti a tempo determinato della pubblica amministrazione possono beneficiarne. Tuttavia, ci sono delle eccezioni: i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, i lavoratori agricoli a termine e chi riceve l’assegno ordinario di invalidità non possono accedere a questa indennità.
L’importo della Naspi viene calcolato sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. Si parte dal 75% della somma imponibile, ma attenzione: dal sesto mese l’importo inizia a ridursi del 3% ogni mese, e se si ha più di 55 anni, il calo avviene dall’ottavo mese. La durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.
Il vincolo del 31 gennaio e le conseguenze di un ritardo
Per coloro che hanno percepito redditi inferiori a 5.500 euro nel 2025, o che prevedono di guadagnare entro questo limite nel 2026, è obbligatorio inviare la comunicazione del reddito presunto all’INPS entro il 31 gennaio. Questo vincolo si applica anche a chi non ha svolto alcuna attività lavorativa, ma è iscritto alla Gestione Separata. La mancata comunicazione comporta la decadenza immediata dal beneficio.
Anche chi svolge prestazioni occasionali deve considerare che l’indennità è cumulabile solo se i compensi annuali non superano i 5.000 euro. Se si firma un contratto a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi, la Naspi viene sospesa. Al contrario, se si accetta un impiego di durata superiore o a tempo indeterminato, l’indennità decade completamente, a meno che non si comunichi il nuovo reddito entro un mese.
Richiesta della Naspi e tempistiche
Chi ha recentemente perso il lavoro e deve ancora richiedere la Naspi ha diverse opzioni: può farlo online tramite il sito dell’INPS, attraverso un patronato oppure contattando il Contact Center. È fondamentale presentare la domanda entro otto giorni dalla cessazione del contratto per ricevere l’assegno in tempi rapidi. L’INPS ha stabilito che i tempi di risposta sono di 30 giorni lavorativi, ma il pagamento decorre dalla data di cessazione, a condizione che si rispetti il termine.

